Oggigiorno: significato, origine, esempi e curiosità su una parola che racconta il presente

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oggigiorno

Ci sono parole che sembrano semplici perché vengono utilizzate con naturalezza, ma che, osservate più da vicino, racchiudono sfumature interessanti. “Oggigiorno” appartiene senza dubbio a questa categoria. Si incontra nelle conversazioni, negli articoli di giornale, nei temi scolastici, nei saggi e persino nelle opere letterarie. Serve a indicare il tempo presente, ma non coincide perfettamente con il comune avverbio “oggi”.

Quando una persona afferma che “oggigiorno tutti possiedono uno smartphone”, infatti, non si riferisce soltanto alla giornata in corso. Sta parlando della società contemporanea, di un periodo più ampio che può comprendere mesi, anni o perfino alcuni decenni. La parola allarga idealmente i confini della giornata e trasforma il presente immediato in un’epoca.

“Oggigiorno” può avere un valore neutro, ironico, nostalgico o polemico. Tutto dipende dal contesto e dal tono con cui viene pronunciata. Può introdurre una semplice constatazione, come “oggigiorno molti documenti vengono conservati in formato digitale”, ma può anche nascondere una critica: “oggigiorno nessuno ha più pazienza”.

Che cosa significa “oggigiorno”

“Oggigiorno” è un avverbio di tempo e significa “nell’epoca attuale”, “ai nostri giorni”, “nel tempo presente”. Può essere considerato un sinonimo di “al giorno d’oggi”, “attualmente”, “oggi”, “ora” e “oggidì”, anche se queste espressioni non sono sempre perfettamente intercambiabili.

La sua definizione potrebbe essere riassunta così:

Oggigiorno: nel periodo storico in cui si vive, considerando il presente come un’epoca e non come una singola giornata.

Treccani lo presenta come un composto formato da “oggi” e “giorno” e lo considera equivalente a “oggidì”, rispetto al quale risulta più comunemente utilizzato.

È importante sottolineare che “oggigiorno” indica normalmente una situazione abbastanza generale. La frase “oggigiorno lavoro da casa” può risultare comprensibile, ma spesso sarebbe più preciso dire “attualmente lavoro da casa”, soprattutto quando si descrive una condizione personale e temporanea.

La parola funziona meglio quando si parla di abitudini diffuse, trasformazioni sociali, tendenze culturali o caratteristiche del presente:

  • Oggigiorno è possibile comunicare istantaneamente con persone molto lontane.
  • Oggigiorno molti acquisti vengono effettuati online.
  • Oggigiorno conoscere una lingua straniera è molto utile.
  • Oggigiorno le fotografie vengono conservate soprattutto in formato digitale.

L’origine della parola

La struttura di “oggigiorno” è piuttosto trasparente. Il termine nasce dall’unione di “oggi” e “giorno”. Letteralmente, quindi, sembrerebbe significare “il giorno di oggi”. Nell’uso concreto, però, il suo valore si è esteso fino a indicare l’intero periodo contemporaneo.

Anche “oggi” possiede una storia interessante. Deriva dal latino hodie, a sua volta collegato all’espressione hoc die, cioè “in questo giorno”. In “oggigiorno”, quindi, l’idea del giorno compare quasi due volte: una è nascosta dentro la storia della parola “oggi”, l’altra è espressa direttamente dal termine “giorno”.

Si potrebbe dire, giocando con l’etimologia, che “oggigiorno” sia una parola particolarmente insistente: ribadisce il presente, lo mette in evidenza e lo allarga.

Questa apparente ripetizione non rappresenta un difetto. Nelle lingue, molte espressioni nascono da rafforzamenti. Quando i parlanti sentono che una parola non esprime più con sufficiente precisione un concetto, possono aggiungere un altro elemento capace di renderlo più chiaro o intenso.

La differenza tra “oggi” e “oggigiorno”

La distinzione principale riguarda l’ampiezza temporale.

“Oggi” indica prima di tutto la giornata in corso:

  • Oggi piove.
  • Oggi devo lavorare.
  • Oggi è domenica.
  • Oggi il negozio chiude prima.

“Oggigiorno”, invece, indica l’epoca contemporanea:

  • Oggigiorno gli smartphone vengono utilizzati per molte attività.
  • Oggigiorno si viaggia più velocemente rispetto a due secoli fa.
  • Oggigiorno numerosi servizi pubblici sono disponibili online.
  • Oggigiorno la comunicazione è diventata quasi immediata.

La frase “oggi molte persone leggono le notizie sul telefono” può avere due significati. Potrebbe riferirsi alla giornata corrente oppure, in senso più ampio, alla società contemporanea. Usando “oggigiorno”, il secondo significato diventa immediatamente evidente.

Esiste però una differenza anche nel tono. “Oggi” è breve, diretto e comune. “Oggigiorno” appare leggermente più ricercato e riflessivo. Per questo viene spesso impiegato nei testi argomentativi, nelle introduzioni degli articoli e nei discorsi che mettono a confronto passato e presente.

Come si scrive e come si pronuncia

La grafia standard è “oggigiorno”, scritta in un’unica parola. La forma separata “oggi giorno” non è normalmente utilizzata per l’avverbio che significa “al giorno d’oggi”.

La pronuncia può essere rappresentata come oggigiórno, con l’accento tonico sulla prima “o” di “giorno”. L’accento grafico viene mostrato nei dizionari per indicare la pronuncia, ma non deve essere scritto nei normali testi.

“Oggigiorno” è un avverbio e, come tale, è invariabile. Non possiede un plurale, un femminile o altre forme flesse. Non si può quindi scrivere “oggigiorni” per indicare tempi diversi.

È invece corretta e comune la costruzione “d’oggigiorno”:

  • I ragazzi d’oggigiorno.
  • Le tecnologie d’oggigiorno.
  • La scuola d’oggigiorno.
  • Le abitudini d’oggigiorno.

In questi casi l’espressione assume un valore simile a quello di un aggettivo e significa “attuale”, “contemporaneo” oppure “tipico del nostro tempo”.

Oggigiorno, attualmente, oggi e al giorno d’oggi

Le alternative a “oggigiorno” sono numerose, ma ciascuna possiede una propria sfumatura.

Attualmente è una forma neutra e precisa. Viene spesso impiegata nel linguaggio professionale, burocratico o giornalistico:

  • Attualmente il museo è chiuso per lavori.
  • Attualmente l’azienda impiega cinquanta persone.

Descrive frequentemente una situazione valida nel momento presente, ma che potrebbe cambiare presto.

Al giorno d’oggi è un’espressione molto comune e vicina a “oggigiorno”. Risulta leggermente più colloquiale:

  • Al giorno d’oggi è difficile vivere senza una connessione a Internet.

Oggidì ha lo stesso significato, ma presenta un tono più letterario o antiquato:

  • Oggidì simili comportamenti sono meno frequenti.

Ai nostri giorni sottolinea il confronto tra l’epoca presente e una precedente:

  • Ai nostri giorni un viaggio simile richiederebbe poche ore.

Nel mondo contemporaneo è più formale e adatto a saggi o testi accademici:

  • Nel mondo contemporaneo l’informazione circola con grande velocità.

“Oggigiorno” si trova in una posizione intermedia. Non è eccessivamente formale, ma appare più elaborato del semplice “oggi”.

La posizione nella frase

“Oggigiorno” può occupare varie posizioni.

All’inizio della frase mette in primo piano il riferimento temporale:

  • Oggigiorno molte persone lavorano a distanza.
  • Oggigiorno trovare informazioni è molto più semplice.

Può essere seguito da una virgola, soprattutto quando si desidera creare una pausa:

  • Oggigiorno, grazie alle piattaforme digitali, è possibile seguire corsi da qualsiasi luogo.

La virgola dopo “oggigiorno” non è sempre obbligatoria. In una frase breve e lineare può essere omessa:

  • Oggigiorno tutti conoscono i social network.

L’avverbio può comparire anche dopo il verbo o in una posizione intermedia:

  • È difficile, oggigiorno, immaginare una casa completamente priva di dispositivi elettronici.
  • Molte operazioni vengono svolte oggigiorno attraverso un’applicazione.
  • Una professione del genere è oggigiorno meno diffusa.

La posizione iniziale rimane comunque la più naturale, specialmente quando la parola introduce una riflessione generale.

“Oggigiorno” nella letteratura

La parola non è un’invenzione recente. È presente da molto tempo nella prosa italiana e compare in testi letterari, saggi, lettere e riflessioni linguistiche.

Nell’introduzione dei Promessi sposi, Alessandro Manzoni finge di aver trovato un vecchio manoscritto scritto in uno stile troppo elaborato. A un certo punto osserva che quel testo “non è cosa da presentare a lettori d’oggigiorno”. L’espressione serve a contrapporre i lettori contemporanei al gusto degli autori del Seicento.

Anche Giacomo Leopardi utilizza la parola nello Zibaldone, scrivendo che una certa libertà espressiva “manca oggigiorno in quasi tutti gli scrittori”. In questo caso l’avverbio introduce una valutazione critica sulla letteratura contemporanea all’autore.

La parola compare inoltre in scritti collegati alla storia del teatro musicale. Nel carteggio tra Giuseppe Verdi e Antonio Ghislanzoni si legge, a proposito della struttura del melodramma: “L’opera-album non è più permessa oggigiorno”.

Queste attestazioni mostrano un aspetto interessante: ogni epoca ha avuto il proprio “oggigiorno”. Quando Manzoni o Leopardi parlavano dei loro contemporanei, il loro presente era naturalmente diverso dal nostro. La parola rimane uguale, mentre il periodo a cui si riferisce continua a cambiare.

“Oggigiorno” è quindi una specie di contenitore mobile. Il suo significato dipende dal momento in cui viene pronunciata. Una frase come “oggigiorno i giovani leggono poco”, scritta nel 1850, nel 1950 o nel 2026, contiene la stessa parola ma descrive tre società completamente diverse.

I ragazzi d’oggigiorno

Una delle espressioni più frequenti è “i ragazzi d’oggigiorno”. Spesso viene usata per criticare le nuove generazioni:

  • I ragazzi d’oggigiorno stanno sempre davanti a uno schermo.
  • I ragazzi d’oggigiorno non conoscono la pazienza.
  • I ragazzi d’oggigiorno vogliono tutto immediatamente.

Questa formula può diventare un luogo comune. Ogni generazione tende infatti a considerare normali le abitudini della propria giovinezza e strane quelle delle generazioni successive.

Per questo “i giovani d’oggigiorno” viene usato spesso in modo ironico. Una persona potrebbe dire:

I giovani d’oggigiorno non sanno più utilizzare un telefono con il disco.

La frase è formalmente una critica, ma in realtà mette in evidenza l’assurdità di rimproverare qualcuno perché non conosce uno strumento ormai superato.

La costruzione può essere applicata anche ad altri soggetti:

  • I film d’oggigiorno.
  • La musica d’oggigiorno.
  • Le automobili d’oggigiorno.
  • I rapporti d’oggigiorno.
  • La politica d’oggigiorno.

In molti casi contiene implicitamente un confronto con il passato. Dire “la musica d’oggigiorno” lascia spesso intendere che la musica precedente fosse diversa, e forse migliore. La parola, quindi, può introdurre una valutazione senza esprimerla direttamente.

Frasi di esempio

Ecco alcuni esempi che mostrano i diversi usi della parola.

Uso neutro

  • Oggigiorno molti libri possono essere letti anche su dispositivi elettronici.
  • Oggigiorno le previsioni meteorologiche sono consultabili in pochi secondi.
  • Oggigiorno numerose persone cambiano lavoro più volte nel corso della vita.

Confronto tra passato e presente

  • Un tempo le lettere impiegavano giorni per arrivare, mentre oggigiorno un messaggio raggiunge il destinatario quasi immediatamente.
  • In passato occorreva recarsi in biblioteca, ma oggigiorno molti documenti sono disponibili online.
  • Ciò che un tempo sembrava fantascienza è oggigiorno parte della vita quotidiana.

Uso critico

  • Oggigiorno si presta troppa attenzione all’apparenza.
  • Oggigiorno sembra che tutti abbiano fretta.
  • Oggigiorno si parla molto e si ascolta poco.

Uso ironico

  • Oggigiorno perfino il frigorifero pretende di collegarsi a Internet.
  • Oggigiorno una persona può dimenticare il portafoglio, ma difficilmente dimentica il telefono.
  • Oggigiorno, quando manca la connessione per cinque minuti, sembra di essere tornati nel Medioevo.

Uso con valore aggettivale

  • Le automobili d’oggigiorno possiedono numerosi sistemi elettronici.
  • I mestieri d’oggigiorno richiedono competenze molto diverse rispetto al passato.
  • La comunicazione d’oggigiorno è rapida, continua e spesso frammentata.

Gli errori più comuni

Il primo errore consiste nello scrivere la parola separata:

  • Forma standard: oggigiorno
  • Forma da evitare come avverbio: oggi giorno

Un’altra confusione riguarda “ogni giorno”. Le due espressioni si assomigliano graficamente, ma hanno significati completamente diversi.

Ogni giorno significa “tutti i giorni”:

  • Ogni giorno prende il treno alle sette.

Oggigiorno significa “nell’epoca attuale”:

  • Oggigiorno molti treni possono essere prenotati attraverso un’applicazione.

Anche l’espressione “al giorno d’oggi” deve essere distinta da “al giorno di oggi”. Quest’ultima può avere un valore più preciso e indicare il momento raggiunto:

  • Al giorno di oggi il pagamento non è ancora arrivato.

“Al giorno d’oggi”, invece, equivale a “oggigiorno”:

  • Al giorno d’oggi molti pagamenti vengono eseguiti elettronicamente.

Un altro errore è l’abuso. In un articolo, ripetere “oggigiorno” all’inizio di ogni paragrafo rende il testo monotono. È preferibile alternarlo con “oggi”, “attualmente”, “nel presente”, “ai nostri giorni” e “nella società contemporanea”.

Una parola che può nascondere un giudizio

“Oggigiorno” sembra indicare semplicemente il tempo, ma può svolgere una funzione retorica più complessa.

Consideriamo la frase:

Oggigiorno i libri sono troppo lunghi.

L’avverbio fa apparire l’affermazione come una diagnosi generale sul presente, anche se chi parla potrebbe basarsi soltanto sulla propria esperienza. Lo stesso avviene con frasi come:

  • Oggigiorno nessuno mantiene la parola data.
  • Oggigiorno tutti vogliono diventare famosi.
  • Oggigiorno non esistono più i veri amici.

Parole assolute come “nessuno”, “tutti” e “più”, unite a “oggigiorno”, possono trasformare un’impressione personale in una presunta verità universale.

Per scrivere in modo preciso, conviene chiedersi: si tratta davvero di una caratteristica dell’intera società oppure di un’esperienza limitata? In molti casi è meglio sostituire le generalizzazioni con formule più prudenti:

  • Oggigiorno molte persone sembrano prestare maggiore attenzione alla visibilità online.
  • In alcuni ambienti contemporanei i rapporti appaiono più rapidi e meno stabili.
  • Negli ultimi anni certe abitudini sono diventate più diffuse.

Giochi di parole e sciarade

La composizione di “oggigiorno” permette di creare piccoli indovinelli.

Sciarada

La mia prima parte è il presente.
La mia seconda parte comincia al mattino e termina di notte.

Soluzione: oggi + giorno = oggigiorno.

Indovinello

Cambio continuamente, ma il mio nome resta sempre uguale.
Per Manzoni ero l’Ottocento, per noi sono gli anni presenti.
Che cosa sono?

Soluzione: oggigiorno.

Acrostico

Si può creare anche un acrostico usando le lettere della parola:

Ogni epoca
Guarda il passato
Giudicando il presente,
Immagina il futuro,
Genera abitudini,
Inventa parole,
Osserva cambiamenti,
Ricorda ciò che perde,
Nomina il proprio tempo
Oggigiorno.

Un altro gioco consiste nel completare la frase “Oggigiorno è normale…, ma un secolo fa sarebbe sembrato incredibile”. Le risposte possibili sono quasi infinite:

  • parlare con un assistente digitale;
  • vedere in diretta ciò che accade dall’altra parte del pianeta;
  • conservare migliaia di fotografie in un oggetto tascabile;
  • lavorare con persone che si trovano in continenti diversi;
  • ordinare un prodotto senza entrare in un negozio.

Un piccolo esercizio di scrittura

Per comprendere davvero il valore della parola, si può scrivere un breve testo mettendo a confronto tre epoche.

Un tempo, per comunicare a distanza, era necessario scrivere una lettera e attendere diversi giorni. Oggigiorno basta toccare lo schermo di un telefono per inviare immagini, parole e registrazioni. In futuro, forse, la comunicazione diventerà ancora più immediata e potrà fare a meno persino degli schermi.

In poche righe, “un tempo”, “oggigiorno” e “in futuro” costruiscono una linea temporale completa.

Un secondo esercizio consiste nel sostituire “oggigiorno” con un sinonimo e osservare come cambia il tono:

  • Oggigiorno molte persone lavorano da casa.
  • Al giorno d’oggi molte persone lavorano da casa.
  • Attualmente molte persone lavorano da casa.
  • Nella società contemporanea molte persone lavorano da casa.

Il contenuto generale rimane simile, ma la prima frase ha un tono discorsivo, la seconda più colloquiale, la terza più neutro e la quarta più formale.

Oggigiorno, una parola antica sempre attuale

La particolarità di “oggigiorno” sta nel fatto che è una parola antica destinata a rimanere sempre contemporanea. Attraversa le epoche senza invecchiare completamente, perché il suo significato si aggiorna ogni volta che viene utilizzata.

Il presente di Manzoni è diventato storia. Il nostro presente subirà la stessa trasformazione. Tra cento anni, qualcuno potrà leggere un articolo scritto oggi e sorridere davanti alla frase “oggigiorno tutti usano lo smartphone”, proprio come oggi si sorride leggendo descrizioni di tecnologie che un tempo sembravano moderne.

La parola ricorda quindi che il presente non è una realtà fissa. È soltanto un punto di osservazione provvisorio. Ciò che oggigiorno appare nuovo domani potrà sembrare normale, antiquato oppure incomprensibile.

Forse è proprio questa la curiosità più interessante: “oggigiorno” parla sempre del presente, ma contiene già il futuro ricordo del passato.